Lettori Gourmands

Il gusto dei libri nel gusto dei cibi con un appuntamento più o meno mensile tutte/i intorno a una tavola imbandita in ristorante o altrove. Ed è stato sempre molto piacevole, almeno finora.
Né sono mancati incontri più informali in libreria con buffet, giochi, prolusioni 
chiacchierone.

Dopo gli appuntamenti golosi di “Lettori Gourmands” realizzati da CIBI rieccoci in versione tutta nuova, con una proposta “aristocratica, antropologica, identitaria ”, di stare insieme a tavola.
FOTO0160126La casa spaziosa l’abbiamo trovata in Oltrarno, in Via dell’Ardiglione 39/R, ed è FFS.
Sarebbe un ristorante, ma somiglia molto di più più a una casa, con cucina a vista.
arà interamente a nostra disposizione con tavoli da famiglia e arredo amichevole.
La “comunità” numerosa c’è ed è quella di amiche e amici della “Libreria dei Lettori.
E con i più di trenta e più che comodi posti assicurati da FFS avremo voglia di scialare.
La cucina affettuosa ce la garantisce Benedetta Vitali, non solo “chef de rang” ben nota, ma anche, se non soprattutto, antica amica e complice di non poche avventure gastronomiche avvenute sia sul suolo patrio che in terra straniera.
L’atmosfera calorosa ce la mettiamo un po’ tutte/i insieme.
Il menù festoso varierà di volta in volta e si ispirerà, in maniera filologicamente corretta, a diverse culture “identitarie”, nazionali e non.
E sul tema attendiamo a braccia e bocca aperta consigli, dritte, consulenze

FOTOCENANAPOLETANA1Già in calendario il quinto appuntamento cultural-antropologico goloso di “LETTORI GOURMANDS” con una “Serata Xenofila con cena siciliana”.

La data è martedì 19 aprile alle 20h30 e il menù, studiato con la nostra chef de rang Benedetta Vitali e dalla stessa realizzato, risponde a quei criteri di ospitalità dell’altro e di contaminazione con le diverse culture propri della identità siciliana nel quotidiano e nella tradizione gastronomica.
Verranno serviti quindi questi piatti:

Panella di farina di ceci con salsa di acciughe
Arancini al ragù con caciocavallo e sorpresa della chef
Cuscus trapanese con brodetto di pesce e pescato fresco
Biancomangiare come da tradizione a base di mandorle
Acque e vini conseguenti

RIEPILOGO PER SINTETICHE/I

APPUNTAMENTO: Martedì 19 aprile  alle 20h30
LUOGO: Florence Food Studio in Via dell’Ardiglione 39/R
MENÙ: Siciliano come da tradizione e da descrizione
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 35,00 euro
PRENOTAZIONI: Entro e non oltre venerdì 15 aprile in “Libreria dei Lettori” o via telefono allo 055-2264333 o al 340-8495410 o via mail a libreriadeilettori@gmail.com

ATTENZIONE: SICCOME ABBIAMO IL TUTTO ESAURITO PER LA DATA DEL 19 APRILE PROPONIAMO ANCHE UNA REPLICA IL 5 MAGGIO (STESSO LUOGO, STESSA ORA, STESSA CHEF, STESSE PIETANZE, STESSA QUOTA, STESSA ESIGENZA DI PRENOTAZIONE). GRAZIE


FOTOCENANAPOLETANA3.JPGIl quarto appuntamento cultural-antropologico goloso di “LETTORI GOURMANDS” con una “Serata Sontuosa con cena napoletana” si è svolto, come da programma martedì 22 marzo alle 20h30 dagli amici di FFS e con l’amorevole cucina di Benedetta Vitali.
Chi c’era ha gustato taralli ‘nzogna e pepe di memoria angioina, sontuoso sartù “borbonico”, carne e ziti alla genovese di stampo “aragonese”, pastiera pasquale e greco-romana. Con accompagnamento di vini “filosofici” quali Falanghina, Aglianico e Limoncello.
Tutto bene, tranne l’infelice giorno capitatoci funestato da tristi fatti. Poco napoletani.


FOTO1602242Il terzo appuntamento di “LETTORI GOURMANDS”
si è consistito in  una “Serata Castellana con cena piemontese”.
Tutto ciò mercoledì 24 febbraio, alle 20h30, da FFS.
Fra evocazioni carducciane, letture pavesiane, bevute einaudiane si è svolta, con soddisfazione commensale dichiarata, la evocativa e gustosa cerimonia.
Tutto a posto, e come da tradizione, la preannunziata cena piemontese, con tutto quello che serviva.
Quindi ravioli del plin, cipolle alla piemontese, bagna cauda, bonnet, Barbera, Dolcetto, Bianco di Custoza, Moscato.
Ben riuscito il rito collettivo della bagna cauda.
Lode finale alla cara Benedetta, ribadita quale nostra irrinunciabile “chef de rang”.
Piccolo, imprevisto, scivolone in cucina; non addebitabile a cuoche/i.


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Il secondo appuntamento ha visto una “Cena Serenissima fra Dogi e calli”.
Tutto ciò martedì 26 gennaio, alle 20h30, da FFS.
Si è messa in tavola una serata all’insegna della serenità, seguendo l’ispirazione del carattere e della cucina veneta.
Il menù è stato pensato con esplicito riferimento a luoghi, ingredienti, storie, psicologie di una terra-frontiera e porto.
Si è quindi servito nell’ordine: Baccalà mantecato, Risotto con trevigiano, Polenta bianca con seppie al nero, Baicoli con crema e cioccolato in accompagnamento. Con vini e acque


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La prima cena è stata servita giovedì 10 dicembre alle 20h30 con la cena delle radici e delle appartenenze più condivise. Quindi una cena di RITO TOSCANO con un menù che è il classico dei classici.

Il Menù proposto: Crostini toscani bagnati con brodo – Lasagne al ragù – Arista al forno contornata da cipolline glassate e mele – Mousse di marroni con scaglie di cioccolato – Acque e vini


GLI APPUNTAMENTI PASSATI

CENANOMADE150622Lunedì 22 giugno, nel magnifico cortile dell’ ex-convento del Fuligno, prima tappa dell’Estate nomade della Libreria dei Lettori con la riuscita “Festa Nomade” aperta alla nostra comunità.
Un vero tripudio di folla; folla in tripudio, ma costumata e attenta.
La suddetta folla, prima di avventarsi con raffinata eleganza sul ricco e variegato buffet, è stata edotta, in anteprima cittadina e mondiale, del programma della Libreria da qui al prossimo autunno.
Il programma proposto ha suscitato ampi consensi, in qualche caso addirittura entusiastici.
Prima che la carovana si dirigesse ai tavoli pieni di buon cibo ci sono stati tre interventi orali di esperte/i.
Prima sul nomadismo nell’attività della libreria (a cura del personale nullafacente della Libreria), poi sul nomadismo nell’arte (a cura della storica dell’arte Violetta Farina), e infine sul nomadismo nel cibo (a cura della cuoca antropologa Rosaria Bortolone).
FOTOFESTA0Il buffet ha proposto: frittata di maccheroni bianca e rossa, cous cous , ricotte e bocconcini di mozzarella di bufala, caponata, ratatouille, quiche e sformato di carciofi, , torta di riso e torta caprese.
Durante la serata è stata altresì distribuita una bibliografia con proposte e consigli di “libri nomadi”, frutto delle generose e competenti segnalazioni di lettrici e lettori della nostra comunità (sia presenti, che assenti).
Alla prossima!


NOTTEBIANCAFBEVENTO

È successo: da intendersi come accaduto e anche come ben riuscito.
Parliamo delle due “Notti bianche”, opinate da qualche assente e ben gradite con esplicite dichiarazioni dalle/i molte/i presenti.
Le due serate si sono svolte mercoledì 20 e venerdì 22 maggio.

Concepite inizialmente come occasione festiva per onorare le bufale DOP e i loro doni hanno poi assunto le dimensioni dell’epica, della commozione, dell’amicizia, della critica.
Quattre le assi intorno alle quali hanno ruotato i due eventi: le prolusioni, le prelibatezze, le relazioni, le critiche.

FOTONB1505200LE PROLUSIONI Con evidente pratica di libertinaggio culturale e gastronomico hanno preceduto il consumo di liquidi e di solidi. Detto in parole povere, senza prolusione non si poteva mangiare.
Nei due prologhi si è discettato, più o meno con competenza, di tutto e di più.
Si è passati dai ricordi, dolorosi, della biografia di Dostoevskij alle istruzioni sul consumo e sulla conservazione (sconsigliata) di provole e mozzarelle, dal ricordare il duecentesimo anniversario del “Trattato di CasaLasca” a istruire sulla preparazione della parmigiana di melanzane.
Si sono letti passi dalle “Notte bianche”, si è affrontato il tema della “giustificazione culturale” all’assunzione di latticini (pur se freschissimi e saporitissimi), sono state recitate poesie di Alfonso Gatto e si è argomentato sulla differente riuscita delle diverse “bagne” per i babà.
In tutta questa macedonia è spuntato un conforto: leggere nelle pagine culturali de “la Repubblica” di come, dopo le nostre due “Notti bianche”, l’omonimo titolo del grande scrittore russo sia balzato alle prime posizioni dei libri più venduti. Non sapevamo di avere tanta capacità di orientamento.

FOTONB1505201LE PRELIBATEZZE Abbandoniamo i toni paludati e scendiamo sul più terragno concreto. Mozzarelle, provole, scamorze e ricotte, fatte giungere nei giorni stessi dal paese di Pastorano (CE) hanno incantato e commosso tutte/i, con evidenti lacrimazioni sia dei latticini che di convenute/i. Ma affianco agli ospiti d’onore si è schierata tutta una batteria, abbondante e squisita, di cose buone preparate dalla irrinunciabile Rosaria.
Citiamo a memoria: peperoni fritti, gateau di ricotta e di verdure, parmigiana di melanzane, zucchine alla scapece, danubio, pitta salentina, melanzane a “fungitiello”, torta di ricotta e pere, babà, bavarese, limoncello fatto in casa.

FOTONB1505202LE RELAZIONI Forse la cosa più bella delle due serate. In un misto di fine attenzione di testa e di benevola ospitalità di pancia persone che non si conoscevano hanno fraternizzato e condiviso non tanto una sgrifata quanto un paio d’ore di stare bene insieme. Sapremo resistere, noi antiquate/i tifose/i della presenza e del contatto, alle più moderne e meno faticose pratiche dei social network? Boh.

LE CRITICHE Sarebbe disonesto non riportare anche le cose negative. Tante/i hanno espresso perplessità sulla quota di partecipazione richiesta (18,00 euro). Quasi unanime il coro di dissenso: “Troppo basso!”. Chiediamo scusa per l’eccesso, sia pure al ribasso. Promettiamo che la prossima volta faremo tesoro della contestazione.


A3AGNELLO

Magnifico esito della “cena siciliana” fatta martedì 17 marzo da CIBI, con oltre 50 presenze e diverse new entry (dettesi soddisfatte).
Accanto a degustazioni, commenti, letture con al centro delizie della tradizione isolane quali arancini, anelletti al forno e cannoli, e sotto l’alto, ma distante magistero, di Simonetta Agnello Hornby e Andrea Camilleri, nella serata si è fatta luce sul concetto di xenofilia.
La xenofilia è l’opposto della xenofobia (che cervelli!).
Mentre la seconda vede nell’altro un pericolo e una paura, la prima ragiona e sente solo di apertura, condivisione, ospitalità.
La xenofilia ha ha codici di comportamento ben codificati.
Fra questi la assoluta discrezione nei confronti dell’ospite.

Per questa ragione, e non per altri motivi, non vedete le tradizionali foto documentarie della cena.
E se qualcuna/o veniva poi male nel ritratto che figura cacina di ospiti avremmo poi fatto?
Alla prossima e senza risparmio!


FOTOBUONA350%

Lunedì 16 febbraio, da CIBI in Santo Spirito, alle 20h30 si è tenuto il primo appuntamento delle “Cene della Cucina del Sole”.
Visto il grande successo di pubblico della prima uscita, dedicata a Carnevale,  prevediamo di organizzare molte altre di queste cene.
Accoppiando questo percorso, più antropologico ma sempre molto saporoso, al ciclo delle cene letterarie di “Lettori Gourmands” ben noto al grande pubblico.

FOTOBUONA250%L’idea di fondo
L’idea di proporre una cucina di “famiglia”, interpretata e realizzata con rigore “filologico”, con un menù pensati e realizzato da cuori e mani appassionate (parliamo della cara Rosaria),  ha molto funzionato. E alla fine il convivium ha applaudito a tutto, con felicità e leggerezza (le lasagne di Rosaria non sono per niente pesanti).
Ogni portata è stata preceduta da una puntuale illustrazione degli ingredienti utilizzati e da un colto racconto delle loro radici.
Si è colto un sincero interesse alle prolusioni e un godurioso assenso ai cibi degustati.

FOTOBUONA950%Menù
Questa prima cena ha festeggiato il Carnevale.
È , nelle portate, si è ispirata al concetto del “semel in anno liceat insanire”. Non ci siamo preoccupati, per una sera, di ingrassare o di far lievitare il colesterolo: sappiamo che ci aspetta una lunga Quaresima.
Sono state servite e illustrate con taglio antropologico e narrativo le seguenti pietanze:

ANTIPASTO: Insalata di rinforzo con rosellina di Natale. Questa particolare “insalata” farà da tramite con il Natale ormai passato. Una sapiente amalgama di aceto lega fra loro cavolfiore, scarola riccia e “papaccelle”. Si accompagna con la rosellina che è un piccolo panino fatto in casa insaporito da salumi.

FOTOBUONA150%PRIMO: Lasagne di Carnevale dette anche di Pulcinella. Queste lasagne sono l’icona della pazienza, dell’opulenza, dell’affettività. Se le lasagne di Carnevale cantassero, intonerebbero “Ie te voje bene assaie”. Come cibo sontuoso hanno un competitor, forse, solo nel mitico sartù di riso. Le lasagne necessitano di un ragù molto particolare, cucinato con tutto il tempo che serve e con tre tipi di carne diverse, di manzo e di maiale. La pasta non è all’uovo (non sia mai!) e viene usata una specifica sfoglia di semola di grano. L’imbottitura, molto sobria, si limita a: polpettine, ricotta, uova sode, salsiccia secca, provola e prosciutto di maiale. Non si usa il parmigiano. Né si usa la besciamella, che confliggerebbe con la ricotta.  Il compito di “legare” i vari ingredienti viene assolto in altro modo. Ma è un segreto della cuoca e non possiamo dire di più.

SECONDO: Cervellatine con contorno di “friarielli” e patate “conzate” con peperoni cruschi. Le cervellatine (salsicce più sottili) festeggiano la simpatica figura del maiale, altro portabandiera della cultura carnascialesca. Sono accompagnate dai “friarielli” (broccoli di difficile reperibilità e di retrogusto un po’ amaro) e dalle patate “conzate”. È questa una preparazione tipica della cucina cilentana. Molto si potrebbe poi dire dei peperoni cruschi, ma non siamo in grado di farlo, perché, personalmente, noi i peperoni non li mangiamo.

DOLCE: Zeppole di Carnevale e Migliaccio. Le zeppole sono delle ciambelle fritte e ricoperte di zucchero e cannella. Ricordano le graffes, ma non sono proprio graffes. Il migliaccio, non a caso ultimo cibo servito, ci avvicina alla primavera. Dolce molto amato da Leopardi vive del ripieno delle sfogliatelle e necessita di ottima ricotta.


FOTOTOMBOLA1

Bella gente la sera di martedì 25 novembreda CIBI per la “Cena dei numeri e dei libri”, quinto appuntamento di “Lettori Gourmands”.
La cena è stata preceduta da una tombola autentica, letteraria, smorfiosa e un po’ licenziosa.
Tutti gli strumenti necessari utilizzati (panariello, tombolotti, cartelle, cartellone)erano assolutamente autentici e provenienti da San Gregorio Armenio.
Si è adottata la formula del “si mangia e non si paga“, ma solo per chi fa tombola piena.
Gioco crudele la tombola secca: vince solo una o uno; al massimo c’è l’ex-aequo.
E, incredibili a dirsi, si è verificato proprio un ex-aequo con due fortunelle (Anita e Rossella) che hanno fatto all’unisono tombola entambe; per cui hanno pagato mezza cena a testa.
Avesse vinta una sola non avrebbe pagato proprio nulla.
FOTOTOMBOLA4Solo gli spiriti superficiali pensano che prima di mangiare si sia giocato a tombola.
Si è invece coltamente spaziato fra storia, psicoanalisi, deduzioni oniriche, analisi linguistiche, guallere, simboli sessuali, fami ataviche.
Alta qualità delle portate. Sia lode alla cucina del ristorante CIBI.
Per chi non c’era ricordiamo che abbiamo mangiato nell’ordine:
Entratina a gusto dello chef – Risotto al cavolo nero mantecato al pecorino di grotta – Peposo alla Brunelleschi con pera e cannella e purea di patate – Mattonella di cioccolato al caffè con crema al mascarpone.
Abbondanti libagioni con acque, vini (bianchi e rossi), caffé.


COPSIMENONtagliato

Il quarto dei  nostri incontri gastronomici e letterari ha avuto un ospite d’eccezione: Georges Simenon.
Tutto è avvenuto  mercoledì 29 ottobre, alle 20.30, nelle accoglienti sale di CIBI.

Titolo della serata: “A cena con Simenon. Indagine sul doppio ben oltre Maigret“.
Il menù è stato frutto di una profonda riflessione su tanti dei temi che  Simenon ci ispira:  il doppio (nei suoi rapporti di belga con la Francia, di autore con il suo alterg-ego Maigret, di giallista e di noirista), la tensione alla non banalità e alla misura, il bisogno di tenerezza e le non nascoste tentazioni,  la capacità di identificarsi in un contesto e di descriverlo.
Ma raccontiamolo, questo menù: Flan di cipolle bionde con fonduta leggera di parmigiano – Mezze maniche con fagioli speziati e cozze – Polpettone con cubetti di patate e maionese – Torta al cioccolato – Acque, vini, caffé


CenaLigure 001FBMercoledì 11 giugno, dalle 20.30 alle quasi 24.00 si è tenuto il terzo appuntamento gastronomico e letterario di LETTORI GOURMANDS.

Da CIBI una cena ligure, con l’ormai consueto tutto esaurito.
Grazie ai preziosi e appassionati interventi di Paolo Giovannini (sociologo, genovese e gourmand) la serata è stata anche l’occasione per conoscere molto dell’identità ligure.
Dai testi di De André, alla lingua (apparentemente ostica), dalla poesia di Montale al carattere “giansenista” dell’imprenditoria ligure, dal cimitero di Staglieno all’emigrazione ligure in argentina.
E tralasciamo qualcosa.
Abbiamo mangiato: minestrone, trofie con pesto, acciughe con zucchine, pandolce con gelato, vini ad hoc.


IMMPROUST

Martedì 13 maggio  2014 alle 20.30  si è realizzato il secondo appuntamento gastronomico e letterario di LETTORI GOURMANDS
Tutto nel nome di  Marcel Proust,  nel pieno rispetto del titolo “A tavola con Proust”
La serata, ben riuscita e con tutto esaurito, ha preso spunto dal ciclo “Primavera proustiana” immaginato e diretto, è ormai qualche mese, da Cinzia Calamai alla Libreria dei Lettori.

Ecco come Cinzia, da eletta proustiana, si era congetturata auspici letterari e cibi della serata. Grazie Cinzia!
“Vi è, nel tempo che segue un pasto abbondante, una specie di tempo di “fermata”, pieno di dolcezza, d’intelligenza e d’energia, ove restare senza far nulla ci dà un senso di pienezza della vita, tanto che il minimo sforzo ci parrebbe insopportabile” (Marcel Proust)
Nella “Recherche du temps perdu” di Marcel Proust il cibo rivesta una grande importanza e memorabili pagine proustiane si compiono durante pranzi, cene, e colazioni accompagnati da celebri descrizioni di cibi e bevande. Vogliamo con questa cena ripercorrere alcune pagine proustiane e soprattutto celebrare con piacevolezza l’atmosfera che ha reso famoso il cibo descritto con la penna dei cinque sensi da Proust.

MENU

Asparagi con “gribiche” e uova alla créme: entrée con asparagi uova e salsa maionese fatta con uova sode capperi e estragon (dragoncello) anticipata dalla lettura del brano sugli asparagi dal II libro “à l’ombre de jeunes filles en fleurs” dalla “Recherche du temps perdu”
Bue con carote e patate al forno: grande piatto centrale preceduto da lettura in argomento tratta dal II libro “à l’ombre de jeunes filles en fleur”
Gelato accompagnato da madelainettes: dessert con gelato e petites madeleinettes introdotto da letture tratte dalla “Recherche du temps perdu”

Sorpresa della serata baffetti proustiani in varie tinte reperiti e quasi imposti da Cinzia.
Davvero un bel vedere.


IMMEDUARDO1

Mercoledì 2 aprile del 2014 alle 20.30  c’è stato il primo appuntamento gastronomico e letterario di LETTORI GOURMANDS.
In un menù sono state raccontate le passioni di cucina di Eduardo De Filippo, con sobrio contorno di letture, poesie, interpretazioni aventi come tema “il ragù cibo degli affetti e dei conflitti”
Sono state servite fra le pietanze che piacevano a Eduardo quelle che più si valorizzano in questa stagione. E che si raccontano meglio. Quindi ‘o casatiello (è quasi Pasqua!), “o rraù” (quasi come lo faceva Eduardo), ‘a tasca ‘mbuttunata (un secondo di carne che è quasi un pranzo, ‘o ruote ‘e  patane (ispirò Maccari per una regia eduardiana alla Pergola), ‘a pastiera (non piangete!). Vini fini, acque di ogni tipo, caffé.

DSCN1389

Tutto esaurito con una una cinquantina di paladine/i dell’ozio allegro, armate/i di coltelli e forchette, a  infliggere severi perdite a tortani e pastiere. Sconfitta la triste pigrizia, nostra tradizionale nemica. Guadagnato un bottino di circa 250,00 euro che la Libreria dei Lettori e l’associazione Pagine & Costole destineranno all’acquisto di dizionari di italiano per gli immigrati che frequentano corsi di italiano nel Quartiere 5. Grazie a tutte/i. 

Libreria dei Lettori – 055.22.64.333 – libreriadeilettori@gmail.com


 

FOTOCENANAPOLETANA3.JPG

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