I Dialoghi del Tempo

COP2I Dialoghi del Tempo” vorrebbero, nel nostro intento, proporre storie, argomenti, percezioni, racconti di esperienze dirette su un uso del tempo che si avvicini all’idea greca di “kayros” (termine poco traducibile in italiano) che esprime al tempo stesso l’idea di “opportunità” e di “tempo dovuto, tempo debito”.
Avendo l’impressione che di questi tempi, con la dittatura semi-imperante del “sempre connessi col mondo”, il povero tempo venga un po’ troppo bistrattato.

 

a3dialoghitempo10mailVenerdì 30 settembre alle 18h30 in “Libreria dei Lettori” decimo appuntamento per il ciclo “I DIALOGHI DEL TEMPO”.

Incontro con Roberto Comi, cardiologo, amico dei libri, del cielo e della buona tavola sul tema:  “Il tempo del Dottore”. Si parlerà di dottori, cura, medicina.
Roberto Comi cii anticipa un po’.
“Una volta questo tempo era dimensione della coscienza, della quale, abbiamo scoperto, si può fare benissimo senza… Oggi, questo stesso tempo è dimensione del portafoglio, che più ne ho, più ne voglio…”
Questo testo, anonimo, è stato recentemente rinvenuto in alcuni ambulatori medici, sia pubblici che privati. Ma è davvero così? Parliamone.

Nel giro di pochi decenni, nella seconda metà del Secolo Breve, la figura del Dottore è andata progressivamente in crisi, fino a poter parlare di una sua scomparsa.
Le ragioni di questa mutamento, che in realtà è crisi della medicina stessa, sono molteplici.
Ma un ruolo non secondario va attribuito alla progressiva erosione di quella parte del tempo dei Dottore, appunto, tradizionalmente riservata all’ascolto ed alla comunicazione, verbale e non, con i pazienti, a seguito dell’ingresso sulla scena medica delle parole dell’economia; dietro ad esse, si cela la trappola della McDonaldizzazione della medicina….


COPALBEROGIROTONDI

Giovedì 26 maggio  alle 18h00 in “Libreria dei Lettori” nono appuntamento per il ciclo “I DIALOGHI DEL TEMPO”.

Incontro con Luca Pagnini, investigatore di Polizia Giudiziaria e scrittore, sul tema:  “Il tempo dell’indagine” a partire dai suoi ultimi libri “L’albero dei girotondi” e “Guardie e ladri” (edizioni La Gru)


A3DIALOGHITEMPO8MAILGiovedì 28 aprile, alle 18.30, ottavo incontro per il ciclo “I DIALOGHI DEL TEMPO” in “Libreria dei Lettori”.
Tema “Il tempo del bosco” con la presentazione del progetto “Apri le porte… Entra nel Parco” a cura del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Interverranno due operatori del Parco Nazionale: Carlo Visca (responsabile del progetto) e Vittorio Ruberto (guida ambientale esperta dei luoghi):
A fine incontro è prevista una degustazione di prodotti tipici del territorio gentilmente offerti dai Centri Visita del versante fiorentino del Parco.

La parola a Carlo Visca che ci anticipa i temi dell’incontro: “Nella società attuale i ritmi frenetici trasformano, sempre più spesso, l’esistenza quotidiana in una frenetica e lunga corsa senza meta.
In contrapposizione a questo “Tempo Rubato” che scorre molto rapidamente esistono ancora luoghi dove si percepisce un “Tempo Restituito”, luoghi nei quali le ore sono scandite dal rintocco delle campane e l’odore di minestra a mezzogiorno si riversa dolce sulle strade. Luoghi scolpiti da azioni lente, ripetitive e consapevoli fatte da uomini ancora appartenenti a civiltà “sostenibili” come quelle che popolano le Montagne dell’Appennino Settentrionale.
“Pan di Legno e vin di nugoli” questo proverbio definisce la vita del vecchio contadino della montagna toscana e ci apre le porte verso Castagno D’Andrea, una frazione del comune di San Godenzo, ancora oggi circondata da castagneti secolari e paesaggi naturali che vive come un luogo sospeso nel tempo.
“Apri le porte… entra nel Parco” è un progetto nato per far conoscere e apprezzare l’area protetta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna”.


LESTERA3MAIL

Venerdì 11 marzo, alle 18.30, settimo incontro per il ciclo “I DIALOGHI DEL TEMPO” in “Libreria dei Lettori”.

Tema  “Il tempo della rivolta”con la presentazione del libro “Spogliateci tutti ignudi. I quaranta giorni che sconvolsero Firenze,e perciò il mondo, nel 1378” di Jeremy Lester  (Edizioni Pendragon, 2015).

Hanno accompagnato l’autore Maria del Punta, Gianni Caverni, Gabriele Rizza. Ringraziamo tutte/i per il contributo dato a un interessantissimo incontro.

 

COPLIBROIL LIBRO Il titolo nasce dal commento fatto da Machiavelli nelle ”Istorie Fiorentine”: ‘Nè vi sbigottisca quella antichità del sangue ch’ei ci rimproverano; perchè tutti gli uomini avendo avuto un medesimo principio sono ugualmente antichi, e dalla natura sono stati fatti a un modo. Spogliateci tutti ignudi, voi ci vedrete simili; rivestite noi delle vesti loro ed eglino delle nostre, noi senza dubbio nobili, ed eglino ignobili parranno; perchè solo la povertà e le ricchezze ci disagguagliano..’”
L’evento storico è noto; nell’incontro sarà di “contestualizzato” e nei luoghi e nei tempi (siamo a Firenze, riconosciuta allora come la più potente e influente città del mondo, nel 1378). Il ‘tumulto’, suscitato dai lavoratori, allora assai precari, della lana è la prima vera rivolta dell’inizio dell’epoca moderna. Dove, fra chiari e scuri, “classe lavoratrice” emergente, si mostra cosciente dei propri scopi e delle proprie ambizioni.
Il libro ha la forma di un dramma teatrale e si concentra sul “tumulto dei ciompi” quando s’avvicina la resa dei conti finale.
Mettendo in scena gli interessi assai divergenti di due lavoratori ciompi in lotta e due membri-chiave dei Medici.


A3DIALOGHITEMPO6MAILSabato 12 marzo 2016 alle 18.30
in “Libreria dei Lettori” sesto incontro
per il ciclo “I DIALOGHI DEL TEMPO”
insieme a Ito Setsuko, raffinata calligrafa giapponese.
Tema della serata: “Il tempo dei segni”
Con una finestra aperta sul Sol Levante, partendo dall’arte della scrittura.

FOTOCALLIGRAFIA2Ito ci parlerà anche di “Shodo A B C”, corso di calligrafia giapponese che organizzeremo in libreria ad aprile insieme a “Langues Services”.
E ci anticipa qualche argomento in merito: “Shodo è leggerezza, precisione, bellezza. Shodo è un’arte, arte di contrasto.
Di chiaroscuro. Bianco e nero, dinamismo e staticità, regola e libertà.
Scrivere una linea chiede una concentrazione intensa.
Quando il pennello è sulla carta, non si torna indietro per correggere o rimettere inchiostro. Come nella vita: fai il massimo con quello che hai in mano.”


IMMMANIPALMAMercoledì 10 febbraio 2016 alle 18.30
in “Libreria dei Lettori” quinto incontro
per il ciclo “I DIALOGHI DEL TEMPO”
insieme a Renato Palma, medico e
psicoterapeuta e amico della libreria.
Tema della serata: “Il tempo dell’affettività”

La parola a Renato che ci ha dato qui qualche spunto di ulteriore riflessione.
“A cosa pensiamo quando ci soffermiamo a considerare il tempo dell’affettività? Come lo immaginiamo? Quando ci siamo resi conto che il tempo esisteva e non ci era amico?
Il processo di umanizzazione cominciò con tre grandi novità: 70.000 anni fa abbiamo imparato a pensare.
12000 anni fa abbiamo imparato a procurarci il cibo senza doverlo andare a cercare.
500 anni fa abbiamo imparato a renderci la vita più facile.
Ora si rende necessaria, e non più rinviabile, la quarta evoluzione della nostra specie, quella affettiva.
Riusciremo a rendere la vita ancora più bella senza maltrattare la natura, gli altri esseri viventi, noi stessi e i nostri figli.
Ma quando avremo abbastanza tempo per poterci dedicare a questo progetto?” (Renato Palma)

FOTOPALMARenato Palma, medico e psicoterapeuta, vive e lavora a Firenze.
Ed è autore di saggi e testi che propongono un cambiamento radicale: passare dalle relazioni di potere alle relazioni affettive.
Dopo “Malattia come sogno”, in cui rifletteva sul rapporto medico paziente, e “Economia e felicità, una proposta d’accordo”, in cui cercava le cause del paradosso della felicità nella società del benessere, ha pubblicato “I sì che aiutano a crescere” e “La facile felicità”.


Venerdì 15 gennaio alle 18.30 c’è stato il quarto appuntamento dei “Dialoghi del Tempo” intitolato: “Il tempo della tavola accogliente”.
Di tempo a tavola e di tempo in cucina abbiamo parlato con Benedetta Vitali, carissima amica della “Libreria dei Lettori”, “chef de rang” e nostra “complice” e nella concezione e nell’esecuzione di “LETTORI GOURMANDS”.
Con Benedetta abbiamo anche chiacchierato dei nostri prossimi appuntamenti antropologici e saporiti; quindi delle serate speciali con cena che realizziamo una volta al mese.
A febbraio andrà in scena e in tavola la solida cucina piemontese, a marzo quella sontuosa di Napoli, ad aprile quella gattopardesca di Sicilia, a maggio quella coloratissima delle Puglie.
Ma lasciamo la parola a Benedetta che ora qui ricorda uno dei temi che ha toccato nel nostro incontro.

A3DIALOGHITEMPO4MAIL“Il tempo che è necessario per preparare un piatto è l’elemento ( l’ingrediente) che lo rende aristocratico, non per aristocratici, ma aristocratico lui stesso.
Il tempo è raro, prezioso e “costoso” secondo la logica, ormai parte del nostro dna, che il tempo è denaro.
Il tempo è più raro del Beluga e del fegato grasso.
Il tempo per cucinare con rispetto delle regole degli ingredienti, della tradizione e soprattutto dei risultati è davvero prezioso.
Il tempo della cucina non è tempo lavoro.
Meglio dire che è tempo “dedizione”, che è tempo “piacere” che si consuma in fretta ma ci tiene intorno a un tavolo.
Il tempo è anche “ingrediente” prezioso dell’accoglienza e della propensione a tenere relazioni con gli altri.
E, quando il miracolo riesce, accoglienza e relazione diventano convivialità della tavola, piacere del cibo, capacità e voglia di stare insieme. ” (Benedetta Vitali)


Venerdì 11  dicembre in libreria alle 18.30 terzo appuntamento dei “Dialoghi del Tempo” intitolato : “Il tempo nel frastuono della battaglia”; argomento del nuovo incontro in programma è stato il tempo della guerra e ne abbiamo discusso con Sandro Matteoni, storico militare e amico della “Libreria dei Lettori”.
A3DIALOGHITEMPO3Ecco una sintesi di quanto Sandro ci ha brillantemente proposto.
“Il tempo in battaglia è soggettivo. Leggendo le memorie, i ricordi o le lettere di chi si è trovato coinvolto in un evento bellico questa caratteristica appare evidente: per i protagonisti, anche se semplici comparse, i minuti possono sembrare ore ma, talvolta, le ore volano via come minuti.
Anche la percezione che possiamo avere di questi esempi non è sempre collegata a una misurazione oggettiva del tempo.
Ci stupirebbe constatare che momenti decisivi della storia, sui quali si son versati fiumi di inchiostro, si sono in realtà svolti in poche decine di minuti, a volte anche in meno tempo.
Allora il tempo della battaglia è soggettivo, sia per i testimoni e gli attori in campo, sia per la nostra memoria comune.
Ma il tempo della battaglia, il suo scorrere, non è solo percezione, in presa reale o ex post; è anche decisione.
All’interno di una catena di comando, un sistema che spesso lavora per anni per prepararsi a un evento che magari dura solo poche ore, la gestione del tempo è un elemento decisivo. Non solo per quanto riguarda i tempi della trasmissione di ordini, informazioni e perfino sensazioni, ma anche e forse soprattutto perché il tempo è una risorsa finita e la sua applicazione alle differenti situazioni tattiche è, alla fine, l’unità di misura che a priori si applica alla qualità (o alla mancanza di essa) delle scelte compiute o da compiere.
Di questo si parlerà, senza toni accademici, anche per riflettere su uno dei momenti più totalizzanti per un essere umano: la battaglia campale.” (Sandro Matteoni)


Giovedì 19  novembre in libreria alle 18.30 secondo incontro dei “Dialoghi del Tempo” intitolato : “Il tempo del paesaggio”; argomento del nuovo incontro in programma è stato il paesaggio e ne abbiamo discusso con Paolo De Simonis, antropologo e amico della “Libreria dei Lettori”:
Quello del paesaggio, e del tempo necessario a definirlo, è oggetto per Paolo di ricerca e riflessione da tempo.
Lo ringraziamo di cuore di voler condividere in questa occasione le sue conoscenze, arricchendo l’incontro anche con la visione delle immagini che ha repertoriato.
Paolo De Simonis  ci ricorda alcuni dei temi che ha affrontato.

FOTO2IL TEMA: Io: in origine e per qualche secolo.
Il paesaggio moderno è stato concepito dallo sguardo isolato ed esperto di ego più o meno grandi.
Arcinoto il primo piano di Goethe, con sullo sfondo l’Appia antica e il profilo dei Castelli.
Di nicchia locale, invece, il diplomatico inglese Thomas Penrose, con alle spalle i monumenti fiorentini e all’orizzonte il colle lunato di Fiesole.
Noi ma anche loro, insomma tutti, solo in apertura di terzo millennio e in punto di Convenzioni internazionali.
Dal 2000 l’Europa “definisce il Paesaggio quale determinata parte del territorio, così come è percepita dalle popolazioni” e dal 2005 si impegna a “prendere in considerazione il valore attribuito da ogni comunità patrimoniale all’eredità culturale in cui si identifica” .
Finalmente, in altri termini, tutti sembrano legittimati a notificare al mondo la costruzione di patrimoni culturali propri e condivisi: paesaggi inclusi.
“La partecipazione presuppone che l’opinione dell’ultimo ex mezzadro di Castelfalfi valga quanto 10, 100, 1000 editoriali di Salvatore Settis o di Vittorio Emiliani. Non un grammo di meno”, sostiene Massimo Morisi, Garante regionale per la comunicazione nel governo del territorio della Toscana.
FOTO1Mentre Alberto Magnaghi, docente di pianificazione territoriale: “Ma chi sono queste “popolazioni” che “percepiscono”? Esse, lo sappiamo, sono ridotte (non tutte per fortuna, esiste una cittadinanza attiva crescente e diffusa sul territorio) a individui la cui cittadinanza implode nella loro figura di consumatori.
Questi consumatori sono bombardati, tramite pubblicità televisive, da una cultura che gli propone l’auto sotto il letto; essendo espropriati dai saperi locali, sono indotti a praticare correntemente il “localismo vandalico”, sognando di abbellire i luoghi con i modelli stilistici standardizzati delle periferie metropolitane.
Sono questi immaginari eterodiretti che dobbiamo “ascoltare” o abbiamo la responsabilità di fornire agli abitanti di un luogo strumenti che li aiutino a cambiare la loro posizione di sudditanza culturale e alienazione?”
Parliamone, compagni: tra le 18.30 e le 20 di giovedì 19 novembre va trovata una soluzione: ne va della democrazia, in Italia e nel mondo. (Paolo De Simonis)

L’OSPITE: Fiorentino e del 1946: ha incontrato le storie degli altri lavorando nelle “150 ore”,
per le pagine toscane de L’Unità, nelle Università di Pisa, Scutari e Firenze. Trascorrendo dalla Dialettologia all’Antropologia lungo canti, mostre e musei, scrittura popolare anche autobiografica, ambiti contadini e artigianali, intercultura. Tra le sue pubblicazioni: Non solo kanun: memoria di partenza in Scutari (2008); Luoghi comuni e singolari. Fratture antropologiche nel paesaggio (2009); Visibili tracce. Civiltà della terra in Toscana nei 150 anni (2011);  Ricordare e scordare: quando il cuore non basta (2012); Karta si face, perch’omo è fallace. ‘Fissazioni’ diverse per la memoria della Resistenza (2014).


Martedì 27 ottobre in libreria alle 18.30 primo incontro dei “Dialoghi del Tempo” intitolato
Il tempo del creare, il tempo delle mani” dedicato a creatività, manualità e altro.
IMMBIAGINIMille grazie a Laura Biagini, architetto, tessitrice e amica che sarà la nostra prima ospite.
Il primo appuntamento sembra, solo apparentemente, un incontro sull’arte e sulla tecnica della tessitura.
Ma è qualcosina in più : è anche il racconto di come una pratica manuale possa riconciliare con un tempo del sé e un tempo con gli altri.
È il racconto che Laura ci farà di come, appassionandosi di una cultura “altra” (quella di un’enclave sarda conosciuta e vissuta da Laura con l’affetto e il rispetto degli “occhi forestieri”), si sia poi appassionata di una pratica e di una tecnica, quella della tessitura al telaio, simbolica della “comunità” che ha conosciuto e con cui sente un legame.
Facendo diventare questa passione una professione artigiana.

All’incontro sul tessere, seguiranno altri incontri, animati da amiche e amici della libreria che con le loro competenze ci aiuteranno a sviluppare questo gomitolo “temporale”.
Stiamo definendo il calendario dei prossimi appuntamenti e saremo più precisi ed esaurienti a breve scadenza.

Ma pensiamo già a incontri: sul “tempo del paesaggio”, sul “tempo nella battaglia”, sul “tempo corale”, sul “tempo della festa”,  sul “tempo del … ”.
Averci tempo…